Tutti gli articoli
Genitori, Insegnanti, Educatori

Adozione: quando l’amore sceglie di diventare famiglia

A cura di Dott.ssa Monica Arcadu, Psicologa-Psicoterapeuta

Che cos’è l’adozione?

Diventare genitore...di chi c’è già.

Che cos’è l’adozione?

Per rispondere a questa domanda inizio col raccontare cos’è l’adozione per me. La mia storia personale e professionale si sono intrecciate molti anni fa quando durante l’università mi proposero di scrivere la tesi di laurea su questo tema. All’epoca l’unico contatto che avevo con questo mondo era mio nonno materno Leandro, che, appena nato, era stato lasciato nella ruota degli esposti della sua città e adottato poco dopo dalla famiglia con cui è poi cresciuto.

Da quel momento l’adozione è diventata molto di più di un pezzo della mia biografia familiare e della mia professione. Si è trasformata in un viaggio dove dietro ogni angolo continuo a scoprire nuove sfumature e a imparare nuove prospettive.

Vuoi viaggiare con noi? Clicca qui per accedere al nostro webinar gratuito "Ogni storia ha la sua valigia: accogliere l'adozione nei contesti educativi" .

Insieme, dedicheremo uno sguardo alla "valigia simbolica" di bambini e bambine, offrendo strumenti per affrontare l'adozione con consapevolezza, delicatezza e competenze relazionali mirate.

Le grandi domande in adozione 

Ogni volta che finisco gli incontri di gruppo rivolti a coppie in attesa, neo-genitori adottivi e genitori adottivi che lo sono già da tempo ho la sensazione di portarmi a casa molto più di quanto io lasci a loro: la capacità di mettersi in discussione, di non aver paura a raccontare ciò che spaventa o mette in scacco, l’entusiasmo per le nuove sfide, la flessibilità e il sapere che non esistono conquiste definitive nel mestiere di genitore e che la cosa più importante è non smettere mai di farsi domande.

La prima cosa che l’adozione ci insegna è scrollarci di dosso giudizi e pregiudizi, condizionamenti e stereotipi che spesso la accompagnano. Siamo spesso portati a pensare che esista un unico modo per essere famiglia, mentre oggi le strade per farlo sappiamo essere tante e una di queste è l’adozione.

L’adozione non è un’opera di beneficenza né un atto di coraggio. È solo un modo diverso di diventare famiglia” scrive Roberto, papà adottivo, in una sentita lettera su Repubblica a Concita De Gregorio. L’adozione non è un’alternativa all’infertilità, né tanto meno un ripiego, ma è la scelta di diventare genitori di chi c’è già.

Esiste da sempre, ma è cambiata molto dai tempi di nonno Leandro (per fortuna!) assumendo il ruolo essenziale di strumento di tutela dell’infanzia che garantisce il diritto a bambini e bambine di avere una famiglia in cui crescere. L’obiettivo è la tutela di chi si trova in una situazione di abbandono e che ha bisogno di avere una famiglia.

Arriva un momento, nel cammino di coppia, in cui può farsi vivo il desiderio di genitorialità. “All’inizio, ci siamo noi. Ci siamo solo noi. Ma anche allora, anche prima che possiamo rendercene conto, ti desideriamo.”  Comincia così l’albo illustrato Desiderio di Matthew Cordell.

È difficile descrivere un desiderio perché è carico di emozioni, pensieri, timori e aspettative individuali, ma è proprio nel desiderio che l’altro comincia a vivere.

Immaginare il figlio che verrà è il primo passo verso il futuro ruolo di genitori; quello successivo, un po’ più complesso, è passare dal figlio immaginato a quello reale. Possono essere tante e diverse le motivazioni che avvicinano le coppie a questo percorso, l’importante è che siano riconosciute ed elaborate attraverso un cammino personale e di coppia che apra all’accoglienza.

Se questa consapevolezza viene acquisita il desiderio di genitorialità si trasforma nella disponibilità ad essere genitori di un figlio nato da altri, con le sue specificità di bambino, le sue fragilità, le sue fatiche, le sue diversità e la sua storia che inizia molto prima di incontrare quelli che diventeranno i suoi genitori. La centralità dell’interesse del bambino è la base dell’adozione che non può essere quindi una soluzione di ripiego, ma una scelta convinta e consapevole di genitorialità.

L’iter adottivo ha una durata indeterminata e spesso mette davanti a molti dubbi sulla volontà di continuare o sulle proprie capacità e risorse. “I tempi dell’adozione sono troppo lunghi” titolano spesso i giornali, questa attesa però non è fatta solo di burocrazia e pratiche da sbrigare. Non ci sono solo ostacoli e lungaggini, ma occasioni e momenti in cui fermarsi a riflettere, approfondire e interrogarsi.  È un tempo necessario e prezioso per fare spazio fisico e mentale a chi arriverà. Aiuta ad allenare una capacità fondamentale per l’incontro adottivo: tollerare l’incertezza ed accettare la complessità. Imparando ad affrontare l’attesa, la coppia riuscirà a non avere fretta con il bambino che arriverà e sarà in grado di concedersi la possibilità di conoscerlo lasciandogli lo spazio per fidarsi e affidarsi. A proposito di questo, ti invito a partecipare anche al nostro webinar 

Storie che si incontrano: ALBI ILLUSTRATI e MONDO ADOTTIVO . 

Ti aspetto il 19 febbraio dalle 17.30 alle 19.30 (online!) per un'immersione nel mondo degli albi illustrati, attraverso i quali proveremo insieme ad intercettare queste tematiche, a comprenderne il potenziale e a valutarne l’utilizzo. Andremo alla ricerca di strumenti per un uso attento e consapevole della letteratura per l’infanzia nel rispetto di ogni storia e delle emozioni di ogni bambino e di bambina con background adottivo. Sarà una grande occasione di approfondimento insieme e di arricchimento personale. 

 

Chi sceglie di diventare genitore adottivo lo fa dopo un percorso di approfondimento interiore, dove vengono messi a nudo i propri limiti e le proprie risorse e dove ci si chiede se si è realmente capaci di amare chi è diverso e chi è “altro” da sé.

Essere genitori non è un fatto di sangue, non è un fatto biologico, non riguarda la stirpe, la genealogia, non riguarda nemmeno il sesso.Ha ragione François Dolto quando dice e che tutti i genitori sono adottivi. Per fare una madre non ci vuole il corpo biologico, per fare una madre ci vuole la capacità di rispondere al grido. C’è una madre ogni qualvolta una vita inerme trova un’accoglienza, trova un soccorso e le mani sono il primo volto della madre” racconta Massimo Recalcati durante la trasmissione Lessico Famigliare su Rai Tre. 

Si scopre pertanto che ogni genitore deve amare necessariamente un “altro” da sé e avere questa consapevolezza permette di vivere più serenamente il proprio ruolo, liberando i figli da attese e proiezioni.

Diventare genitori adottivi (e non solo) non è un evento, ma un processo che si sviluppa nel tempo e nella relazione. Quanto più i genitori saranno pronti a conoscere il bambino per quello che è, mettendo da parte le proprie aspettative, tanto più questo bambino troverà il suo spazio e andrà incontro al suo futuro tenendo insieme tutti i pezzi della sua storia.

 “La genitorialità è un processo. Si impara ad essere genitori mentre si è genitori” Lorenzo Gasparrini, Genitori si cresce

Per approfondire:

Bibliografia

  • Cordell M., Desiderio, Ed. Clichy, 2018
  • Gasparrini Lorenzo, Genitori si cresce, Einaudi, 2025
  • La Repubblica, rubrica “Invece Concita”, 24 novembre 2019
  • Recalcati M., Lessico famigliare, RaiTre, 2018

Rimani aggiornato sui nuovi corsi e articoli, sconti speciali e novità. Iscriviti alla Newsletter