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Dic 06

A Natale? Ti auguro Tempo… da donare e da ricevere

“Voi date ben poco quando date dei vostri beni. E’ quando date voi stessi che date davvero”
Khalil Gibran

E così, dopo un intero anno ecco arrivato l’ultimo dei mesi: il magico Dicembre. Molte persone ripensano a com’è trascorso il loro anno, ad alcune piace immaginare cosa li attenderà nell’immediato 2020 e nel frattempo siamo tutti immersi in un vortice allegro che annuncia l’inizio delle feste. Ciò che accompagna questa atmosfera, fin dai primissimi giorni del mese, è la scelta dei regali che verranno comprati per la festa del 13 e del 25 dicembre.

Da alcuni anni però, sembra che la parola “Natale” vada per forza in coppia con COMPRARE.  E di conseguenza, che comprare sia il termine necessariamente associato aREGALARE.

Ma… perché ci sentiamo in dovere di comprare qualcosa?

Facciamo un passo indietro. La nostra tradizione veronese vuole che il 13 dicembre, una Santa molto speciale di nome Lucia, faccia trovare ai bambini un dono al loro risveglio… questa tradizione nasceva con l’intenzione di offrire ai piccoli mandarini, arance e qualche dolcetto. Adesso i bambini si svegliano e spesso si trovano letteralmente “sommersi dai regali”. A volte sono così tanti che perdono il loro significato, proprio per il fatto dell’eccessiva abbondanza.

Proviamo a pensare quando ci arriva un solo dono quanta importanza gli diamo: non è sicuramente lo stesso valore se ce ne arrivano dieci. Abituiamoci e abituiamo anche i bambini al “poco, ma di valore”. È una ricchezza infinita, che meritano di vivere fin da quando sono piccoli. Il troppo…impoverisce!

Non sentiamoci sbagliati… le nostre intenzioni sono sempre scelte d’amore, ma a volte siamo presi dall’entusiasmo e capita di esagerare un po’. Oggi le possibilità economiche e di scelta sono aumentate esponenzialmente ed è più facile cadere nell’errore delle tante cose”. Ma se ci fermiamo a riflettere ricorderemo anche dal nostro vissuto personale che sono le piccole cose quelle che fanno veramente la differenza.

Cerchiamo di chiederci: apprezziamo di più un regalo che ci colpisce dritti al cuore perché “pensato per noi” o tanti oggetti nuovi, magari anche utili, ma impersonali?

Per il giorno di Natale succede la stessa cosa: presi dalla frenesia di dover comprare l’oggetto giusto, ci sfuggono le cose che contano davvero, e non le vediamo.

Proviamo a spostare la nostra attenzione sul significato: qual è per noi il vero spirito natalizio (indipendentemente dal Credo che abbiamo)?

Mi è capitato di vedere persone la Vigilia di Natale spingersi nei negozi per accaparrarsi il regalo più bello (spostati, è mio!), trattare con poco rispetto i commessi (Veloci, non c’è tempo!) o anziani lasciati soli durante le feste perché i familiari sono tutti indaffarati per centri commerciali… è un paradosso gigantesco!

regalareGià nell’epoca di Italo Calvino (che scrisse le sue principali opere nel secondo Novecento) la società iniziava a cambiare: lo possiamo ritrovare nel suo celebre “Marcovaldo-Le stagioni in città”, una raccolta di novelle che in chiave tragicomica raccontano il cambiamento socio-economico italiano (dalla povertà al boom economico). L’ultima novella ha come tema il Natale, e vede il protagonista relazionarsi con una città esageratamente consumistica… e chi gli farà ricordare il vero spirito natalizio, saranno proprio i bambini.

Quello che davvero è cambiato nella società di oggi è che pensiamo di poter comprare tutto. Ci sono però delle cose che possiamo prendere… solo se diamo.

regalare

Fermiamoci un attimo. Mettiamo momentaneamente in pausa la società frenetica in cui viviamo. Pensiamo a come passare veramente bene questo periodo dell’anno. Cosa potremmo regalare a chi ci è vicino per farlo stare bene?

Regalare tempo, per esempio, non deve rimanere un’utopia. Il tempo nella società odierna è qualcosa di davvero prezioso. Non abbiamo mai momenti liberi: proprio per questo, quando scegliamo di dedicarli a qualcuno, intensifichiamo il loro valore. Quando decidiamo di condividere alcune ore con una persona, che sia un familiare, un amico o amica, stiamo donando parte di noi stessi, stiamo mettendoci in dono.

Come si regala tempo a qualcuno a cui vogliamo bene?

Nella realtà, è più semplice di quello che pensiamo. Se non vogliamo staccarci radicalmente dall’idea del “pacco natalizio”, possiamo trovare altri modi! Al risveglio, i bambini potrebbero scoprire che Santa Lucia ha portato loro qualche dolcetto, della frutta e… un biglietto del treno per una gita che coinvolga tutta la famiglia! A Natale qualcuno potrebbe ricevere anche un ingresso ad un museo o ad un parco divertimenti, formine per i biscotti da fare con la nonna, un biglietto per il concerto di quel cantante che a nostro figlio adolescente piace tanto. I nonni potrebbero essere davvero più contenti se scegliamo di passare con loro qualche ora in più, magari sedendoci a chiacchierare ascoltandoli con sincero interesse. Amiche e amici sarebbero sorpresi di sapere che abbiamo scelto di donare loro un momento speciale facendo qualcosa che piaccia a tutti (una camminata in montagna, un caffè al bar, una pizza).

Quali sono i doni che veramente vale la pena regalare?

Esperienze insieme, tempo per gli altri, tempo anche da donare a noi stessi, quello che ci offre la nostra amata terra (tutto ciò che ci riporta alla natura ci tiene vicini alla nostra vera essenza, ai ritmi naturali dell’uomo).

Attenzione però… trattasi di regali che ci costano maggiormente in termini di impegno e pensiero. È molto più facile comprare qualcosa piuttosto che riflettere su ciò che davvero farebbe bene ad un nostro caro.

Ma il risultato poi si vede e ripaga di tutto.

Un bambino apprezza molto di più passare una giornata con la propria famiglia piuttosto che un giocattolo.

Le relazioni sono il regalo più grande che possiamo fare, agli altri e a noi stessi.

Siamo consapevoli che di tempo, tra il lavoro e le routine quotidiane, ne abbiamo ben poco. Dedichiamo i momenti che possiamo, non servono grandi cose, è il pensiero che c’è dietro che conta.

Al bando gli oggetti materiali? Chiaramente no, non vogliamo prendere misure estreme… non c’è nulla di più bello del regalare qualcosa che sappiamo piacerebbe moltissimo alla persona a cui vogliamo fare un dono. Vuol dire che la conosciamo, che abbiamo cura di lei e che l’abbiamo nei nostri pensieri.

La domanda che dobbiamo porci è “La sto donando perché so che la desidera o perché a me piace comprare questo regalo?”.

Sembra la stessa cosa, ma la sottile differenza… è quella che poi fa la differenza!

Per questo mese, vi lascio in dono tante domande e una poesia… augurandovi Buoni Pensieri e Buone Feste!

TI AUGURO TEMPO

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.

Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per contare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.

Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.

Elli Michler

 

A cura di Dott.ssa Martina Pinaroli, Pedagogista ed Educatrice

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