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Mar 04

La Pedagogia del Volersi Bene: Educhiamoci ad Accettare Noi Stessi

Accettati come sei in questo momento; una persona imperfetta, mutevole, in crescita e rispettabile.

Denis Waitley

Accettarsi per quello che siamo è un cammino lento e complesso, che dura per tutta la vita. In sostanza, comporta il riconoscimento globale della propria persona, anche dei lati di cui andiamo meno fieri. Ognuno di noi ha una componente caratteriale che non apprezza, ma che varrebbe la pena riflettere se sia giusto chiamare “il lato negativo”.

La cosa su cui potremmo soffermarci a pensare è: “Un difetto della nostra persona lo consideriamo tale perché non ci permette di stare bene o è una questione di aspettative sociali?”

pedagogia del volersi beneRiconoscere i nostri difetti non vuol dire non poterci migliorare!

Al contrario, il lavoro sulla propria crescita personale è importantissimo ed in continuo divenire. Ma viviamo purtroppo in una società che ci vuole tutti uguali, sia dal punto di vista estetico, che da quello caratteriale. Il primo passo è quindi quello di allenarci a guardare bene dentro di noi, per trovare la nostra vera essenza e le caratteristiche che ci rendono unici… e amarle! Amarle perché siamo noi!

L’emerito concetto “Se stai bene con te, stai bene anche con gli altri” andrebbe ricordato più spesso. La realtà è che siamo persone uniche, ognuno di noi ha pregi e difetti, risorse e mancanze.

Possiamo Cambiare. Possiamo Evolvere. Possiamo Migliorare. 

la pedagogia del volersi bene 2Accettare le proprie ed altrui debolezze implica il saper stare in situazioni di mancanza e non può avvenire una volta per tutte, ma può accadere solamente sotto forma di attraversamento di una condizione, presente in ognuno di noi, che diviene tanto più pericolosa quanto più non viene riconosciuta”  (Da “La funzione educativa del cammino. Aspetti pedagogici, psicologici e sociologici” Spadolini, Grasselli, Ansini )

Perdonare i propri errori ed accettare che qualche volta “manchiamo” in qualcosa ci da la possibilità di conoscerci meglio: ci stiamo mettendo in ascolto di noi stessi.

Quante volte realmente lo facciamo? Abbiamo paura. Di non piacere. Di essere sbagliati. Come possiamo essere sbagliati? Non esiste un modo perfetto di essere. Esistono tanti modi tanti quanti le persone che siamo.

Circondiamoci allora di chi ci fa sentire bene e ci accetta per quello che siamo. Rinasceremo molte volte lungo il cammino della nostra vita, guai se non fosse così. Ma la vera essenza che ci contraddistingue non cambierà. Innalziamo i nostri pregi, facciamo di loro il nostro cavallo di battaglia. Mettiamo in gioco i nostri aspetti positivi, nel lavoro, nelle relazioni, facciamoli fiorire e coltiviamo le nostre passioni. Facciamo le cose perché ci piace farle, non per forza per raggiungere il massimo del risultato previsto o per fare meglio di altri.

Il compito principale nella vita di ognuno è dare alla luce sé stesso.
Erich Fromm

A volte la vita ci mette davanti a situazioni difficili, che fatichiamo ad affrontare.

Ci sentiamo perciò inadatti, sbagliati, guardiamo le altre persone che stanno vivendo momenti più facili e viene naturale chiedersi “Dove ho fallito io?”. Può essere utile ripercorrere i propri passi per riflettere sulle scelte che abbiamo preso, ma rimuginare sul passato non aiuta. Anche perché, ci sono cose che ci capitano e basta, momenti che inaspettatamente la vita ci mette davanti.

A quel punto che facciamo? Cerchiamo. Cerchiamo dentro di noi quella forza che tutti abbiamo per andare avanti. Diamoci coraggio, ripartiamo da quello che sappiamo e possiamo fare, cercando di migliorarci.

Il nostro essere non è uguale a quello degli altri… è unico, irripetibile, come la nostra vita e la strada che percorriamo.

Accettiamo ancora una volta la fragilità che contraddistingue tutto il genere umano (non siamo invincibili) ma troviamo soluzioni per tornare a stare bene. Soprattutto nei periodi in cui siamo sotto pressione è veramente difficile vedere una via d’uscita, ma ricordiamo a noi stessi che le cose sono sempre in cambiamento. Solo che nella maggior parte dei casi, il cambiamento lo facciamo noi.

E che aiuto possiamo dare ai nostri bambini in questo senso?

Quando ci scontriamo con quei tipi di educazione che chiedono al bambino di essere “Il Primo, Il Migliore, Il Più Bello e Il Più Bravo” sappiamo che in realtà non stiamo offrendo modelli utili e formanti per la sua personalità.

Viceversa, un bambino che cresce con un’educazione che si cura del suo benessere emotivo e che presta attenzione al suo essere autentico, avrà grandi risorse da coltivare e da utilizzare anche quando, da adulto, vivrà momenti di difficoltà. Riuscirà a sostenersi da solo non perché sia diventato “Il Migliore di Tutti” o perché gli siano stati tolti gli ostacoli, ma perché gli sarà stata data la possibilità di acquisire competenze e strumenti per affrontarli.

Per questo è importantissimo pendersi cura del sé, dell’autostima, del senso di auto-efficacia e di autoregolazione fin dalla prima infanzia. Lavorare sul proprio sé non in chiave narcisistica o egocentrica, ma con una lettura attenta alla presa in carico della propria persona: il volersi bene è un dono grandissimo!

A cura di Dott.ssa Martina Pinaroli, Pedagogista ed Educatrice

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